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Weekend a Santarcangelo: i mille volti della Romagna

Se è vero che l’Italia è città di poeti, santi e navigatori, possiamo dire che in un piccolo angolo di Romagna “si è compiuto il miracolo” e si sono verificate due condizioni su tre. Siamo a Santarcangelo di Romagna, primissimo entroterra di Rimini, che può vantare di aver dato i natali ad un poeta ma anche ad un papa. Rispettivamente Tonino Guerra e Papa Clemente XIV, al secolo Giovanni Vincenzo Antonio Ganganelli. Vediamo cosa fare in un weekend a Santarcangelo di Romagna.

Santarcangelo di Romagna: le origini e la storia

Una ricchezza “d’animi” che è anche ricchezza architettonica, di un centro storico bello sia in superficie che nella sua parte sotterranea. In superficie si sviluppa tutta una rete di viuzze, contrade, scalinate, porte d’accesso e piazzette, anche se le strutture più maestose sono la torre dell’orologio, la rocca Malatestiana e il famoso Arco Trionfale dedicato a Papa Ganganelli.

A partire dal Medioevo, la “vita” si sposta sul colle Giove, da lì si sviluppa il centro storico a forma di borgo fortificato. Nella parte orientale del colle ci sono circa 160 grotte, 5-6 chilometri di cunicoli posti su tre diversi livelli a formare una vera e propria città sotterranea. Quasi tutte le grotte risalgono al Medioevo e pur non essendoci documenti ufficiali che parlino dell’utilizzo che si è fatto nel tempo di questi ipogei artificiali, è molto probabile che fossero cantine e depositi di vino e cibo.

Sottoterra la temperatura si tiene costantemente intorno ai 12°C, con un tasso di umidità che oscilla tra l’80 e il 90%, ottimo ambiente per conservare i cibi. Ci sono altre grotte, più antiche, risalenti al periodo paleocristiano utilizzate per il culto romano o bizantino. Qualunque sia stata la loro origine, nel corso della Seconda Guerra Mondiale vennero tutte messe in comunicazione e utilizzate come rifugi dai santarcangiolesi. Tra tutte queste cavità – scavate nell’argilla e nell’arenaria – la più nota è quella monumentale pubblica. Le grotte sono visitabili.

Cosa vedere a Santarcangelo di Romagna

Santarcangelo può vantare un profondo animo artistico. Indimenticabile Tonino Guerra, che ha sceneggiato film di Federico Fellini, ha scritto poesie, ha creato mondi fantastici che poi sono diventati musei cittadini. Morto il 21 marzo 2012 non è mai stato dimenticato, tanto che dal 2013 il palazzo dell’ex Monte di Pietà della città ospita il museo permanente “Nel mondo di Tonino Guerra”, ideato e realizzato dal figlio Andrea.

Il museo ospita opere pittoriche, ceramiche, ferro, legno e tutti i materiali che artisti locali hanno usato per realizzare “l’arte” che Guerra ha loro ispirato. Molto interessante la parte multimediale, dove è possibile rivedere tutte le interviste e le apparizioni televisive di Tonino, oltre che tutti i film da lui sceneggiati.

Cosa fare in centro storico a Santarcangelo?

20mila abitanti fanno di Santarcangelo un centro che non può dirsi grande ma nemmeno piccolo. I santarcangiolesi, però, sono stati capaci di mantenere in paese (più che altro nel centro storico) un’atmosfera da borgo con locali ricercati, viuzze curate e piazzette fiorite. Rinomati i ristoranti del centro storico, tra i più interessanti dal punto di vista dell’offerta enogastronomica locale.

Negli anni ’80 si è stabilita a Santarcangelo la comunità dei Mutoidi, che ha dato vita al campo Mutoid Waste Company, una comunità che da Londra si è spostata in Romagna. I Mutoidi creano opere d’arte – dal sapore cyber punk – con materiali riciclati. 

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