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Cosa vedere vicino a Biella: il Ricetto di Candelo

Per chi ha una passione profonda per il Medioevo come periodo storico e di conseguenza per tutte le sue espressioni: architettoniche, artistiche, culturali, consigliamo di visitare il Ricetto di Candelo, antico complesso del 1300 ancora perfettamente conservato. Se vi state chiedendo cosa vedere vicino a Biella, o siete appassionati di Medioevo, prendetevi almeno mezza giornata per visitare questo luogo.

Alla scoperta del Ricetto di Candelo

Il ricetto (da “receptum” che significa rifugio) fu costruito tra il XIII e il XIV secolo dai contadini che abitavano la zona per difendersi dagli attacchi nemici in tempo di guerra. E’ un complesso cinto da possenti mura, costruito in pietra e legno, con una struttura regolare fatta di rue principali e isolati, con edifici quadrati dalla struttura analoga: due piani, dove il piano terra serviva da cantina, mentre il primo piano da magazzino per il grano e i cereali.

Quando si entra nel ricetto, sembra davvero di catapultarsi in quell’epoca: la struttura difensiva tiene il borgo lontano dai rumori tipici della città e l’atmosfera che vi si respira è tranquilla e raccolta.

Passeggiando per le sue vie, si possono scorgere le bellissime porte e finestre antiche che raccontano il passato del ricetto, che contrariamente a quanto può sembrare, non fu mai un luogo di residenza per la comunità di Candelo, ma un grande magazzino e una cantina comunitaria (si contavano 150 cantine al suo interno!).

Le curiosità su Ricetto di Candelo legate al Medioevo

Grazie a una guida esperta, si possono scoprire tante curiosità: nell’antichità, in mancanza di cibo (la carne era una rarità e non erano ancora in uso molte coltivazioni importate successivamente dalle Americhe), il vino era considerato un vero e proprio alimento e nei lunghi periodi di assedio, che costringevano la popolazione a restare barricata nel ricetto, era la principale fonte di sostentamento.

Sono in realtà tante altre le cose che si possono scoprire della vita tipica del Medioevo: sapete ad esempio da dove arriva l’espressione “un altro paio di maniche“? Proprio dal periodo medievale, quando mancavano i tessuti per confezionare gli abiti e l’estrema povertà della gente li costringeva a cambiare d’abito semplicemente sostituendo le maniche del vestito, pensate un po’.

L’acqua non veniva usata per lavarsi perché anticamente era considerata impura, l’unico bagno lo faceva la sposa un mese prima di convolare a nozze. Il colore dell’abito determinava il ceto sociale di appartenenza: i contadini potevano vestirsi solo di marrone (gli abiti erano in canapa e lana di pecora), il colore era riservato alla classi nobili.

Oggi se una donna si sposa in rosso è considerata un po’ eccentrica vero? In realtà nel Medioevo le donne povere si sposavano proprio con un abito di quel colore perché era l’unico giorno in cui era loro concesso sentirsi “principesse”. E sapete cosa portavano in dote le mogli? Un albero di castagne, perché era considerata una ricchezza: i suoi frutti permettevano il sostentamento della famiglia perché con le castagne si facevano molte cose come la farina ed erano un alimento sostanzioso.

Cosa vedere a Ricetto di Candelo, vicino a Biella

Le antiche cellule (così si chiamavano gli edifici del ricetto) oggi sono state riadattate in suggestive cantine, osterie e botteghe artigianali gestite da gente del posto, che rendono davvero piacevole passeggiare tra le sue mura, anche solo per scoprire sapori e prodotti tipici del territorio biellese, come la birra menabrea o i biscotti alle noci.

Da non perdere anche la camminata lungo le sue mura fortificate: da qui si gode di una splendida vista panoramica sul comprensorio delle Prealpi Biellesi e si può notare la perizia con cui è stata costruita la struttura difensiva del ricetto. Nel 1300 nel territorio piemontese erano quasi 200 i ricetti, di cui 17 nel biellese, ma questo è certamente il meglio conservato e tra i più pregevoli a livello europeo.

Visitare il Ricetto di Candelo è un viaggio nel passato ricco di fascino, da non perdere se visitate Biella.

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