Itinerari

Itinerario in Cina: le risaie di Longji, Guilin e Yangshuò

Ogni volta che ripenso al mio viaggio in Cina la sensazione che provo è quella di aver vissuto un’avventura fantastica, un lungo percorso costellato di grandi città, monasteri e siti storici, fatto di lunghi viaggi in treno e stranezze di ogni tipo ma soprattutto ricco di una natura prorompente che svela la sua bellezza kilometro dopo kilometro.

Guilin

Dopo i paesaggi montuosi di Zangjiajie, abbiamo esplorato la Regione del Guangxi, che offre uno spaccato della Cina rurale e permette di immergersi negli idilliaci paesaggi della campagna cinese. La nostra base è stata la graziosa e vivace cittadina di Guilin, attraversata da due laghi, Rong e Shan. La città è una delle prime ad essersi aperta al turismo ed è perfetta per trascorrervi un paio di giorni alla scoperta dei paesaggi di questo angolo di Cina.

Noi abbiamo alloggiato in un piacevole e allegro ostello, il This Old Place Hostel, affacciato lungo il lago Ròng, situato a una decina di minuti a piedi dal centro. A Guilin un must da non perdere è una passeggiata la sera per ammirare i suoi monumenti splendidamente illuminati, come le Pagode Gemelle del Sole e della Luna, collegate tra loro tramite una galleria subacquea e la Porta Sud appartenente all’antica cinta muraria costruita durante la dinastia Song. Preparate le macchine fotografiche!

Escursione a Yangshuò 

Da Guilin abbiamo preso un bus alla stazione che ci ha portato a Yangshuò dove abbiamo noleggiato le bici e costeggiato il fiume Li, circondati da un paesaggio unico di colline carsiche che si susseguono e si specchiano nelle limpide acque del fiume e da piccoli villaggi rurali. Pensate che questo scenario è così famoso che lo si ritrova nelle banconote da 20 yuan. Un tratto lo abbiamo percorso in bici, l’altro a bordo di una zattera per un’esperienza di rafting piacevole e per niente pericolosa.

Come funziona? Si acquistano i biglietti e si lasciano le bici in custodia, si effettua il giro con la zattera e all’altra sponda si ritrovano le biciclette depositate in precedenza. Abbiate pazienza, a volte visto l’elevato numero di persone, bisogna aspettare un po’ (nel frattempo potete mangiare qualcosa ai chioschetti).  Non aspettatevi posti remoti e “incontaminati” perché la zona è molto turistica, tuttavia quello che va apprezzato è la bellezza del paesaggio circostante che il turismo non scalfisce.

Escursione alle terrazze di Longji

Il giorno dopo, sempre con il bus (nonostante non parlino inglese non è difficile individuare il mezzo giusto) abbiamo raggiunto Longji per ammirare la straordinaria opera di ingegneria rurale realizzata attraverso la creazione di queste distese di risaie terrazzate (66 chilometri!) dalla forma ondulata che danno vita a scenari davvero mozzafiato. Credetemi, questo luogo è stato uno dei più affascinanti del mio viaggio in Cina.

Mi raccomando, prendetevi un’intera giornata perché arrivati qui (contrariamente a quanto fanno i turisti cinesi locali che non amano faticare e usano navette e funivie disponibili) vale la pena camminare e camminare attraversando piccoli villaggi abitati da minoranze etniche, raggiungendo i punti panoramici che permettono di scattare foto bellissime e apprezzare questi paesaggi dall’alto.

Ci sono colline terrazzate che raggiungono anche i 1000 metri e sono davvero antiche, la risaia più storica risale a 700 anni fa. Non resta che perdersi (letteralmente perché non ci sono indicazioni) tra i colori e le forme di quest’opera meravigliosa dell’uomo. Prendete una cartina all’ingresso e scegliete il percorso che volete fare: esistono infatti tre aree che potete visitare: le Terrazze di Ping’an, le Terrazze di Guzhuang, le Terrazze di Jinkeng. 

Quali risaie di Longji scegliere?

Quelle di Ping’an sono le più vicine ma anche le più affollate, partite da quelle più lontane di Jinkeng che sono più vivibili e soprattutto le più spettacolari a mio parere. Qui non dovete perdervi due cose: la salita alla West Hill Music, la cima più alta, da dove potete godere del paesaggio più fotografato di Longji, veramente spettacolare; il Picco del Buddha d’Oro, perfetto per il tramonto, che potete raggiungere anche in ovovia.

Zhuang

Tra i villaggi etnici da attraversare noi abbiamo scelto quello Zhuang, uno dei più tradizionali (400 anni di storia), che raggruppa il più alto numero di palafitte della Regione, alcune delle quali ha più di 100 anni. Il gruppo etnico degli Zhuang indossa tipici abiti dai colori vivaci e osservarli nel loro quotidiano, passando per le loro case, è davvero un’esperienza interessante.

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