Itinerari

Cosa visitare a Bologna: i tesori artistici da non perdere

E’ proprio vero che non si finisce mai di scoprire le bellezze di una città. Andiamo alla scoperta di luoghi meravigliosi, che vi consigliamo di mettere nella vostra lista di cosa visitare a Bologna.

Archiginnasio

Questa è davvero l’Università delle Università. Quando entri in questo edificio dal lungo porticato, di fianco alla basilica, sei catapultato improvvisamente in un’altra epoca e non puoi non respirare quel misto di solennità e rispetto che solo un luogo così può ispirare.

Tra le sue eleganti arcate si trovano una miriade di stemmi, dipinti o scolpiti, di migliaia tra rettori, studenti, priori, luminari che hanno studiato e insegnato tra queste mura dal 1500 al 1700.

L’Università, voluta da Pio IV per riunire le scuole di Diritto e delle Arti che prima erano sparse per la città, ha lasciato nel 1800 il posto alla Biblioteca comunale, un tesoro di 800.000 volumi, disegni e cartografie, cui però si può accedere solo per la lettura, non per le visite. Ciò che invece si può ammirare è da un lato la sala dello Stabat Mater (l’Aula Magna dei legisti), dall’altro il Teatro Anatomico, un ambiente interamente in legno dove, pensate, è stata eseguita la prima autopsia a scopo didattico nel 1315!

Il compianto sul Cristo Morto nel Complesso di Santa Maria della Vita

Quando arrivate in via Clavature, nella zona del Mercato di Mezzo, quasi non ti accorgi di questa Chiesa-Santuario tanto si camuffa tra gli altri edifici. Eppure qui ho visto un complesso di statue che non ha eguali in nessun’altra parte del mondo.

L’opera quattrocentesca di Niccolò dell’Arca, si trova nella cappella a destra dell’altare. Appena di fronte a questa composizione di statue ti ritrovi letteralmente a bocca aperta: le sette figure che compongono la celebre scena del dolore per la morte di Cristo sono a grandezza naturale e sono interamente fatte in terracotta. Quello che però le rende uniche è la straordinaria espressività, quasi violenta, dei loro sguardi e dei loro atteggiamenti.

Ciascuna figura interpreta il dolore in un modo differente e personale, eppure tutte hanno una forza emozionale incredibile. Un capolavoro. E se volete ammirare un’altra bellissima composizione di questa tipologia salite su fino all’attiguo oratorio, dove troverete il “Transito della Vergine” di Alfonso Lombardi.

Il complesso di Santo Stefano

Qui rischiamo di perderci per ammirare un luogo così spirituale e affascinante, un vero e proprio pellegrinaggio percorso in poche decine di metri, eppure così autentico e intenso. Il complesso di Santo Stefano occupa quella che è chiamata impropriamente piazza S. Stefano e che è per me uno degli angoli più belli di Bologna.

L’edificio, che in realtà non è una sola chiesa ma un insieme di luoghi sacri uno adiacente all’altro, ha un effetto molto scenografico. Niente però a che vedere con lo splendore dell’interno: secondo la tradizione questo luogo è stato fondato dal vescovo patrono della città, Petronio, nel V secolo, di ritorno dal pellegrinaggio in Terra Santa. Da qui l’idea di edificare questo complesso come un percorso devozionale verso i luoghi della Passione. Una sorta di piccola Gerusalemme per chi, al tempo, non si poteva permettere di raggiungere la Terra Santa. Si entra dalla Chiesa del Crocifisso, in stile romanico, per poi accedere a sinistra alla Chiesa del S. Sepolcro del XII secolo che racchiude l’antica tomba di Petronio in un tempietto posto al centro dell’unica sala di forma dodecagona.

Chiesa del Santo Sepolcro

Spostandosi ancora a sinistra si raggiunge la Chiesa dei SS. Vitale e Agricola. Un tempo era una meta di pellegrinaggio per molti devoti che venivano a pregare davanti a una tomba paleocristiana ritrovata dai monaci. In seguito la chiesa venne sconsacrata proprio per questo motivo e sepolta, salvata solo 60 anni dopo dalla comunità benedettina.

Aggiratevi tra questi edifici prendendovi il giusto tempo per ammirare ogni particolare. Vi ritroverete nel cortile principale, dove vi suggerisco di accedere alla sala in fondo a sinistra per farvi raccontare da Stefano la storia del quadro appeso alla parete.

Stefano è un volontario che si è letteralmente innamorato di S. Stefano (del resto il nome non è un caso) e che trascorre molto del suo tempo libero proprio tra queste mura aiutando i visitatori a scoprire la ricchezza e le tante curiosità di questo luogo sacro davvero singolare. Chiedete di lui alla signora Pinuccia che troverete all’ingresso.

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